Antonelli non si nasconde: penso a guidare, ma so di avere una grande opportunità

“Non chiedetemi del Mondiale”. Kimi Antonelli gioca d’anticipo nella conferenza che porta al Gran premio di Barcellona. Ma non parla di Formula 1, parla di calcio e lui è uno dei pochi piloti a non poter tifare per la sua nazionale quest’anno. Anzi è di quella generazione che oramai si sta abituando a saltare i Mondiali di calcio. Tiferà per Messi che segue fin da quando giocava a Barcellona.

Ma per fortuna sua e nostra, c’è un altro mondiale a cui pensare. Arrivare alla settima gara stagionale dopo aver vinto le ultimi cinque e con 66 punti di vantaggio sul secondo (Hamilton), lo obbliga a non dribblare le domande: “So di avere una grande opportunità e farò di tutto per coglierla, ma non voglio guidare pensando al campionato. Voglio godermi la guida, il weekend. Sono felice di essere dove sono, ma se due anni fa mi avessero detto che a questo punto sarei stato in testa al campionato, avrei dato del pazzo a chi me lo diceva”.

È un Kimi sereno che si interroga ancora sul futuro: “Ho ancora delle risposte da trovare: quanto posso crescere ancora? Qual è il mio limite? Qual è il mio potenziale”. Ogni tanto bisogna darsi un pizzicotto per ricordarsi che ha solo 19 anni.

Ecco le sue perle (ps, guardatevi lo sketch Intagram in cui ironizxa con con Kim Kardashian che gli avreva fregato l’asciugamano a Monaco. Vedi qui

“Bello festeggiare con il team in acqua a Monaco, anche se non voglio sapere cosa c’era nel porto… Ma è stato bello e mi ha reso felice. Ma il presente è Barcellona e cercheremo di ripeterci anche se non sarà facile. Il galà a Monaco? Non sono abituato a queste cose ma mi piacerebbe farlo anche l’anno prossimo. Sarà interessante questo weekend per capire il potenziale del pacchetto portato in Canada, dove c’erano condizioni particolari. Vedremo quanto po’ darci, anche se gli avversari sono vicini”.

“Un anno fa ho avuto un momento in cui ho dubitato di me stesso, ma ora non più. Si matura come piloti ma anche come persone. Il periodo difficile di un anno fa mi ha permesso di conoscermi meglio. E sono grato che ci sia stata quella fase. Certo, ci sono domande sul fin dove posso spingermi e crescere, ma questo richiederò ancora un po’ di tempo”

“L’anno di esperienza è stato fondamentale per capire cosa è buono o meno durante il weekend e non solo. Poter tornare su una pista dopo averla già affrontata l’anno prima, permette di riequilibrare le energie e diventi più conscio del tuo potenziale. E il rapporto col team si rafforza sempre di più. Il campionato? Per ora non ci penso? So l’opportunità che c’è e voglio capitalizzarla ma non voglio guidare pensandoci sempre. Testa al processo in cui sviluppa la stagione e alla guida”

“Chi ti sta guidando in questo percorso e chi ti sta aiutando di più? Senz dubbio la famiglia e mio padre che è una grande roccia. Con mia madre sono le persone che mi conoscono meglio. Averli è grandioso, mi hanno sempre indirizzato lungo la strada giusta. E poi il team, nel faccio parte dal 108 con il programma junior. Toto e Bono mi conoscono bene, ma da tutti mi arriva grande sostegno. In ogni momento”.

Il problema tra Ferrari e Brembo

Barcellona è la pista dove questa generazione di monoposto ha mosso i primi passi e rispetto all’esordio di febbraio molto è già cambiato. Per Mercedes è l’occasione di verificare su una pista vera quanto valgono le evoluzioni portate in Canada, ma neppure gli altri sono stati a guardare. Per Ferrari dopo il podio di Lewis a Monaco è un weekend delicato. Bisogna recuperare la fiducia di Charles. Per assecondarlo anche a lui verranno montate pastiglie dei freni Carbon Industries pur mantenendo freni Brembo. Per Charles è quasi una mossa disperata. Per la Ferrari una scelta delicata perchè in ballo ci sono i rapporti con un partner con cui lavora da 50 anni e non solo in Formula 1. Un’azienda che fa frenare tutta la Formula 1.

Per la cronaca un’altra eccellenza italiana, Pirelli, ha prolungato il contratto fino a tutto il 2028.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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